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Vasco Rossi: una medaglia per il papà nel Giorno della Memoria La mamma del rocker Novella ritira il titolo alla prefettura di Modena 27-01-2020

La mamma di Vasco Rossi, Novella Corsi, ritira la medaglia d'onore per il papà del rocker nel Giorno della Memoria, 27 gennaio 2020. Ecco le frasi con cui l'artista ha ricordato il padre Giovanni Carlo Rossi detto Carlino in vista dell'iniziativa promossa dall'associazione “Un ricordo per la pace”.

La cerimonia si tiene proprio oggi, Giornata della Memoria, alla prefettura di Modena.

Elisa Bonacini, presidente dell'Associazione “Un ricordo per la pace” di Aprilia, spiega: “Tra le onorificenze saranno consegnate alle famiglie due medaglie d'Onore alla memoria di due cittadini apriliani internati militari nei lager nazisti, pratiche curate dalla nostra associazione. Sono felice di aver contribuito a rendere onore anche al papà di Vasco, uno dei 650.000 Internati Militari Italiani che pagarono sulla propria pelle il no al nazifascismo”.

La presidente ha ringraziato la famiglia Rossi e Tania Sachs, collaboratrice storica di Vasco con cui si è rapportata in questi mesi, per la fiducia nei confronti dell'associazione e per aver concesso di portare avanti la pratica, come l'ente fa da tanti anni gratuitamente su richiesta dei familiari degli IMI di tutta Italia: “Un ringraziamento va doveroso al Comune di Zocca ed al Sindaco Gianfranco Tanari per averci contattato e resi subito disponibili a fornire la documentazione militare nonché a fare da tramite con mamma Novella, che ha firmato la modulistica”.

Elisa Bonacini, in particolare, ha ringraziato Vasco Rossi: “Con la risposta al nostro appello ha davvero 'acceso i riflettori' su questa dolorosa vicenda storica che per tanti anni nel dopoguerra era stata quasi occultata. Decine le segnalazioni dai familiari di IMI che hanno fatto partire le domande per l’onorificenza dopo la lettera pubblica a Vasco e ci ringraziano per la nostra attività di memoria, manifestando affetto con parole che arrivano dritte dritte al cuore. Tante storie con un minimo denominatore comune: la sofferenza a causa di una guerra davvero assurda e di una criminale follia. Tante storie differenti di umanità e dolore, ma anche tanta speranza, speranza di un futuro di pace”.

Nel Giorno della Memoria, 27 gennaio 2020, la nota dell'associazione si conclude con un appello al rocker di Zocca: “Vasco, dedicalo ora un pezzo agli IMI! 650mila famiglie di questi soldati sfortunati 'fratelli in tanta cattività' se lo aspettano con tutto il cuore. Dai Vasco, non dire no”.

Intanto, in vista di questa Giornata, Vasco Rossi ha ricordato il papà con queste frasi, molto intense e sentite, sulla guerra, i campi di concentramento e la Memoria: “Mio padre si chiamava Giovanni Carlo Rossi, faceva il camionista. Durante la guerra, dopo l’8 settembre il Carlino Rossi era stato preso prigioniero dai tedeschi all’Isola d’Elba e portato in Germania, a Dortmund, in un campo di lavori forzati, dove si è fatto quasi oltre due anni ed è stato uno di quei seicentomila soldati italiani che non hanno accettato, per evitarlo, di combattere per i tedeschi contro i loro fratelli per la Repubblica sociale italiana. Quando lo hanno liberato, era quasi morto, pesava 37 chili, ed è tornato a casa minato fisicamente. Per quello è morto giovane, credo, perché non ha mai avuto vizi. Mi raccontava che nel campo di concentramento morivano di fatica e non gli davano da mangiare, sopravviveva con delle bucce di patate. Aveva scritto un diario, che mia madre ricopiava, nel quale raccontava delle scene pazzesche a cui aveva assistito. Gli amici pestati a sangue e morti davanti ai suoi occhi. E dopo aver visto questo, tutta la vita gli è sembrata una passeggiata”.


Autore:
Francesco Carrubba
27-01-2020 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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