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Subsonica, Microchip Temporale: “Da quando vivevamo insieme al tour 2020” Video, In primo piano: la loro “formula alchemica che attraversa i secoli” 19-11-2019

Microchip Emozionale, l'album dei Subsonica del 1999, nel 2019 diventa Microchip Temporale tramite uno “stargate” e nel 2020 porta le sue canzoni in un tour di concerti live, con festa finale a Milano. I brani, da Tutti i miei sbagli a Il mio D.J., sono rivisitati da 14 artisti insieme ai componenti della band: il cantante Samuel, il chitarrista Max, il tastierista Boosta, il batterista Ninja e il bassista Vicio che ha sostituito Pierfunk proprio nel '99.

Boosta racconta nella video intervista “In primo piano” come i Subsonica sono cambiati in questi 20 anni, da quando vivevano insieme a oggi, mantenendo la “formula alchemica” con cui hanno attraversato gli “inciampi” e i “secoli”, per arrivare al tour con un ospite “garantito” a sera.


MICROCHIP TEMPORALE. L'album, in uscita venerdì 22 novembre 2019, è “Una rielaborazione, reinterpretazione e re-lavorazione di un disco uscito ormai 20 anni fa”, spiega Davide Dileo in arte Boosta, “Ci sembrava un'idea bella, che abbiamo voluto fortemente, quella di riprenderlo in mano e vedere che vita avrebbe potuto avere se fosse nato adesso. Quindi abbiamo aperto uno stargate che ci ha portato all'uscita di questo masterpiece... Musicalmente l'album non è cambiato, è evoluto, è diventato altro: lo scheletro melodico e armonico delle canzoni è stato trasportato nel presente, ricostruito pian piano dagli ingegneri attuali di questa contemporaneità, che sono i musicisti coetanei oggi di quello che eravamo noi 20 anni fa”.

OSPITI. Achille Lauro, Coez, Coma_cose & mamakass, Cosmo, Elisa, Ensi, Fast Animals and Slow Kids, Gemitaiz, Motta, M¥ss Keta, Nitro, Lo Stato Sociale e Willie Peyote: come sono state scete le collaborazioni con i 14 artisti che oggi hanno, per la maggior parte, l’età dei Subsonica nel 1999? “Abbiamo usato pochi e semplici criteri. Il primo era provare a coinvolgere persone con cui sentivamo più assonanza, non necessariamente musicale: non facciamo tutti lo stesso genere e anche il disco è abbastanza variegato nelle scelte; c'era un'assonanza di attitudine e intenzione, sono persone in cui ritroviamo l'energia che avevamo negli anni 90. Non si può avere la stessa energia in tutte le età della vita, però è bello averne consapevolezza e cimentarsi con le energie nuove, corrispettive di quelle che avevi una volta”.

TOUR 2020. Come saranno i concerti live nei club, che partiranno il 5 marzo da Padova e avranno una festa finale all'Alcatraz di Milano l'8 aprile? Ci saranno ospiti? “Sarà una tournée affascinante, nei club, il luogo d'elezione di Microchip Emozionale, i cui live partirono proprio da lì. Sarà molto bello: la dimensione dei club è splendida; molto spesso, quando vai avanti nella carriera, te la perdi un pochino, arrivano gli spazi più grandi e sono bellissimi perché ti consentono davvero di entrare in contatto con tante persone e di avere uno spettacolo incredibile in cui puoi fare veramente molte cose. Però è anche vero lo spettacolo nei club ha un fascino speciale: stare tutti attaccati, guardarsi praticamente negli occhi e parlarsi a pochissimi metri di distanza è un'emozione fortissima. Per noi sarà un tour sicuramente molto emozionante e speciale, perché stare in giro e fare la nostra musica su e giù per l'Italia è una delle cose che ci piace di più in assoluto: ci saranno un po' di ospiti naturalmente, garantiamo almeno un ospite a volta ma succederanno tantissime cose; per chi se lo perderà, non basteranno le Storie di Instagram...

1999-2019. Da Microchip Emozionale a Microchip Temporale, come sono cambiati i Subsonica in questi 20 anni? “Siamo cambiati il giusto, non troppo, perché altrimenti non saremmo ancora qui come Subsonica. Si cambia tanto: noi abbiamo una forbice di età tra i componenti di una decina di anni, quindi io ho iniziato che ne avevo 20 e ora ne ho 45... succede tanto. Quando è cominciata l'avventura, dormivamo insieme in due case sullo stesso ballatoio di una via centrale di Torino, adesso abbiamo tutti le nostre famiglie; però ci ha accomunato sempre questa formula alchemica: non credo ci siano effettivamente ricette per stare insieme e per avere senso insieme dopo 20 anni, che sono anche due cose molto differenti. Con una serie di inciampi, mappe, fortuna e strumenti abbiamo attraversato i secoli, dal 900 fino ad oggi, e ci ritroviamo qui ancora con la voglia di fare musica: rimaniamo curiosi, legati, consapevoli e grati alle persone. Ogni tanto quando fai il musicista perdi il contatto con l'esterno e la consapevolezza che la musica ha un significato forte: siamo i primi a volerla fare ma prendendoci il tempo che serve, non abbiamo più l'urgenza che negli anni 90 ha fatto nascere i Subsonica; sotto questo punto di vista sono cambiate veramente moltissime cose”.

Il cantante Samuel e tutti gli altri componenti erano in gara al Festival di Sanremo 2000 con Tutti i miei sbagli, una delle canzoni più amate dell'album: non escludono di tornarci nel 2020, ma lo farebbero solo come ospiti.

Autore:
Francesco Carrubba
19-11-2019 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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