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Mika, Italia e Europa in auto per il tour: “Avevo un prof italiano che...” “Litigo coi palasport perché nel live ho un effetto magico troppo grande!” 11-10-2019

Mika presenta Domani, versione italiana del singolo Tomorrow che segue Ice cream, racconta il nuovo album di canzoni My Name Is Michael Holbrook attraverso la sua biografia e torna in concerto col tour 2019. il cantante, 36 anni d'età, girerà l'Europa in auto: “Litigo con i palasport italiani per un effetto magico troppo grande... Amo il mercato di Livorno!”.

Domani è stato registrato e lanciato in 6 giorni: “Cantare in italiano è stato un trauma, avevo un prof napoletano che mi spaventava” svela Mika a Mauro Marino e Manola Moslehi nel Verti Music Place.

Domani” è il tuo singolo in italiano. “Questo è l'unico programma dove c'è sempre un'energia incredibile. Ho la pelle d'oca perché qui il pubblico ha appena cantato il brano ed è molto bello da sentire. Finalmente ho un brano italiano che potete suonare, non c'era mai stata una canzone in italiano, è un grandissimo piacere ma non è stato così facile per me: in tv l'avevo già fatto con pezzi di altri e pensavo di riuscire a pronunciare bene ma, cantando il mio brano in italiano, è uscito questo mio accento molto strano. Ecco il backstage emozionale e psicologico: è stato un po' traumatizzante! Sono stato al Conservatorio, ho iniziato a studiare musica classica, poi sono andato al Royal College of Music di Londra che io chiamavo 'il castello della tristezza', di fronte alla Royal Albert Hall, dove ci sono stati tutti i più grandi musicisti. Quando fai musica classica, c'è tantissima tensione: in ogni angolo del palazzo c'era sempre uno studente che piangeva. La persona che mi provocava la più grande paura tra tutti i prof era il mio coach italiano: era Marco Caneppa, non c'è più. Mi insultava in napoletano e con la sua pronuncia dialettale mi diceva in inglese: 'Sei terribile, mi stai torturando!”. A un certo punto mi urlava: 'Basta cantare!'. Così quando ho cominciato a cantare il mio brano in italiano, l'unica persona che vedevo davanti a me era lui! Questo pezzo quindi è dedicato a Marco Caneppa!”

Come hai lavorato su “Domani”, versione italiana di “Tomorrow”? “È stato registrato solo sei giorni fa, di solito ci vuole tanto tempo. Quattro giorni fa facevo il mix con il mio mixer a New York. Ho lavorato con Davide Petrella perché mi è piaciuto il lavoro che ha fatto con Cesare Cremonini. Davide è arrivato con i suoi capelli stile 1960...”

Com'è nato il tuo nuovo album di canzoni inedite “My Name Is Michael Holbrook”, lanciato da “Ice cream”? “Ho avuto il privilegio di fare tv, di fare attività in Francia, Italia e Europa, entrando così in casa della gente. Volevo tornare all'essenzialità della scrittura, della musica e delle mie performance: così ho fatto un album pieno di grinta, colore e melodia. In questo mondo ci sono tantissime opzioni per la musica che è dappertutto, nella realtà e nel virtuale: quindi, i miei colori e la mia vera vita non dovevano avere filtri o blocchi. Il mio nome Michael Holbrook Penniman Junior non mi piace, è un vecchio nome americano, avrà circa 150 anni: è il nome di mio padre e di suo zio. Se avrò un figlio dovrò chiamarlo 'the third': penso di farlo! Ho sempre odiato questo nome emozionalmente, non so perché. Poi ho saputo che è stato scelto da mia miamma un'ora dopo la mia nascita: è lei che mi ha insegnato la musica allenandomi 3 ore al giorno da quando avevo 8 anni”

Tra un concerto e l'altro ti sposti in un modo particolare... “Amo i viaggi in auto, mi muoverò così per tutta la tournée in Italia e Europa. Tra un concerto e l'altro posso stare in macchina per 8 ore: ascolto musica, ho i miei cani dietro, ci fermiamo e andiamo a mangiare, è molto simpatico! In auto non scrivo perché mi viene da vomitare... Prima del mio primo concerto, quel famoso vulcano islandese dal nome impronunciabile ha eruttato, senza lasciarci scelta: abbiamo preso i due ultimi bus disponibili mentre io sono andato in macchina. Ho chiesto a un mio amico d'infanzia che aveva appena perso il suo lavoro di venire con me: il live rischiava di essere annullato, ma abbiamo tentato; abbiamo affittato un'auto e così abbiamo fatto tanti concerti di grande successo”

I tuoi 12 concerti italiani partono il 24 novembre 2019 da Torino. “Ho fatto tantissimi concerti in Europa, specialmente in Francia. Volevo fare una tournée simile in Italia, andando dal nord al sud, in città come Livorno dove vado per il mercato di pesce, è molto buono lì, c'è un po' di tutto. Porterò il mio circo, sapete che i miei show sono così: stavolta c'è un concetto diverso, c'è un rapporto molto intenso tra me e il pubblico, il palco mi butta dentro la platea, ho appena visto i visual di quello che abbiamo disegnato e che ora è in costruzione, è l'equivalente di una scenografia di un Circo Barnum ma pensato per oggi. Alcune cose sono a 10 metri di altezza! Girerò l'Italia con la mia troupe e dei camion giganti. Tutto è possibile, voglio far sciogliere la frustrazione della quotidianità per 2 ore e portare la gente in un altro mondo, sarà una sospensione della realtà!”

Lo spettacolo del concerto quindi è già pronto? “Sto litigando con alcuni di questi palazzetti, perché ho pensato un effetto magico troppo grande che hanno paura di far entrare nei palasport: è una cosa che appare in 20 secondi e ha un'altezza di 11 metri! Dato che è una cosa nuova, li spaventa...”

 


Autore:
Francesco Carrubba
11-10-2019 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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