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Luca Dirisio dedica il nuovo album Bouganville all’amico e si commuove Ecco perché sono passati 8 anni. Il primo appuntamento con la moglie Diana 21-10-2019

È passato tanto tempo…”: Luca Dirisio è “un po’ emozionato” per l’uscita del nuovo album Bouganville, lanciato dalle canzoni Come il mare a settembre e La mia gente. L’autore di Calma e sangue freddo, 41 anni d’età, dedica a un amico scomparso il disco e alla moglie Diana almeno un brano. Questo lavoro, contro le stupidità, le mode e la musica come business, segna la reunion del “cantautore operaio” con lo storico produttore Giuliano Boursier.

In questi 8 anni dall’ultimo progetto discografico Dirisio ha scritto, viaggiato e partecipato all’Isola dei famosi: “Fare nuove esperienze non vuol dire sempre fare cose belle, però poi è bello rialzarsi e ripartire”. In conferenza stampa ha parlato anche di Fabrizio De André, degli haters e del Festival di Sanremo 2020 di Amadeus: “Andarci sarebbe un onore”.

DIRISIO OGGI. Luca si presenta così alla stampa: “La domanda che mi fanno più spesso è: perché sono passati 8 anni? Mi sono serviti e in parte mi sono anche piaciuti. In questo tempo mi sono riavvicinato all’essere umano, una dimensione che nell’ambiente della musica si è persa un pochino. I ragazzi oggi si avvicinano alla musica perché è un bel modo per fare business: può portare ricchezza in poco tempo, sfruttando certi canali. Io vengo da una buona famiglia, non mi è mai mancato niente, quindi faccio musica perché mi piace. Non sono né morto né sparito, come scrivono gli haters, sto benissimo: ho fatto viaggi, ho messo su famiglia, ho trovato l’amore con una donna caduta dal cielo senza che la cercassi. Le cose materiali non ti arricchiscono: stare bene è trovare la propria dimensione e fare le cose che ti piace fare. Fare cose normali come svegliarmi e portare fuori il cane mi vanno benissimo: se posso fare anche musica sono l’uomo più felice del mondo. Agli occhi delle persone sono sempre stato quello un po’ pazzo e sconclusionato, ma forse ho sempre avuto il mio equilibrio interiore. Non mi aspettavo di diventare una grande star, sono tornato a fare le cose che mi piace fare: dormo 6-7 ore tra le 5 di mattina e le 11-12”.

CANZONI. Luca Dirisio parla così della sua musica: “Da cantautore, quando scrivo una canzone cerco di trasmettere qualcosa a chi ha voglia di ascoltare: in questo disco ho cercato di far venire fuori la parte umana, non mi interessa più il tormentone estivo, preferisco la canzone da condividere, che arricchisce tutti e che magari resta a vita nel cuore delle persone”.

L’artista di Vasto ricorda anche il periodo con le grandi case discografiche: “Quando sei un prodotto major, vengono a bussarti ogni anno per chiedere se hai qualcosa, vieni spremuto come un limone, devi tirare fuori un prodotto per forza. Io non riesco a scrivere a comando, lo faccio per l’esigenza di dire qualcosa. Certe volte ho voglia di fare un giro in moto e non di suonare. Il cantautore è un libero professionista e deve godere di libertà: sono stato fermo 8 anni per una serie di motivi, ho collaborato con altre persone che avevano altri ritmi o non erano così capaci, sono stato certe volte rallentato, però in tutto questo ho sempre scritto. Ketra è un mio amico di Vasto ma con lui non farei cose che mi rappresentano: mi sento un cantautore operaio della musica che scolpisce i suoi brani. Non voglio essere vittima delle mode: arrivato a 41 anni e dopo 8 anni, ho messo a posto delle cosette e voglio fare solo le cose che mi va di fare”.

BOUGANVILLE. Il nuovo album, con 10 canzoni inedite, esce venerdì 25 ottobre 2019: “Tra le tanti passioni che ho, non rinuncerò mai alla lettura: ho reinvestito tutto in dvd, film - mia moglie dice d’autore, d’essai, un po’ pesanti -, e libri. Mi piacciono i racconti: ti permettono di leggere in fretta senza perdere il filo, magari in viaggio. Raymond Carver, grande scrittore americano del 900, parla di questa pianta, la bouganville, che d’inverno può sembrare un pezzo di legno, ingrigito e pieno di spine, e che si finge morta per poi riesplodere di colore e vita in estate. Tanti spassosi perditempo del web si sono divertiti a scrivere di me, morto e poi risorto…”.

Il disco è dedicato a uno dei suoi migliori amici, Massimiliano Caruso, scomparso prematuramente a soli 38 anni a causa di un malore fulmineo che lo ha colto appena sveglio a casa sua a Vasto. Dirisio si commuove e si interrompe mentre lo ricorda durante la conferenza: “Si divertiva a fare scherzi, una mattina ce ne ha fatto uno brutto…”. L’album verte su 3 punti principali:

1. L’Uomo. “Cosa vuol dire essere umano? È quello che riesce a resistere in qualsiasi condizione. Se c’è una cosa che mi rende orgoglioso è essere abruzzese: siamo montanari e marittimi; siamo testardi come le pecore, però sappiamo stare in gruppo. La terra purtroppo ogni tanto si mette a ballare, siamo stati vittima del terremoto del 2009: L’Aquila è stata presa come set per le sfilate dei politici… Due giorni dopo il sisma io, la band 'La differenza' e il direttore artistico di Radio Italia Toni Vandoni abbiamo riempito un autobus di cose che siamo riusciti a raccogliere e siamo andati a distribuirle nelle tendopoli: questa è una cosa che mi rende orgoglioso ma mi fa anche arrabbiare, perché oggi il centro de L’Aquila è ancora tutto fermo. Le persone hanno dimostrato tutta la loro dignità: con le loro mani e i loro cuori si sono uniti e fatti forza a vicenda. Spero di poter continuare a dare una mano a chi ha bisogno sempre in tutto il mondo. Così ho scritto ‘La mia gente’: il video è girato a Vasto e dintorni, luoghi dove sono nato e cresciuto; ci sono il porto dove andavo a pescare col mio nonno e il bosco delle lumache dove andavo da piccolo…

2. Il mare. “C’è sempre un richiamo al mare, sono nato lì e ci ho fatto la mia casa: lo vedo dalla finestra. Se non c’è, un pochino sto male…

3. La stupidità. “Mi sta distruggendo le sinapsi: la società ne è piena, è il male del 2000, siamo circondati da persone stupide. Ci sono youtuber che stimolano la demenza dei ragazzini con video scemi e a volte anche pericolosi; ci sono trasmissioni generaliste con programmi pieni di donnette utili, perfette idiote che riempiono i palinsesti e vanno a parlare dei loro problemi in tv, quando ci sarebbero donne molto intelligenti. Nella mia famiglia le donne sono molto forti: mia nonna, ostetrica del paese, mi ha fatto nascere con le sue mani perché rischiavo di morire. Queste sono le vere donne. Un tempo eravamo l’orizzonte di tutto il mondo, oggi stiamo diventando un Paese barzelletta di mezze calzette. Quando mi infervoro, mi esce fuori il fuoco abruzzese…

LA MOGLIE. Il brano Orsa maggiore è dedicato a Diana, che ha sposato nel 2016: “Fino a 4 anni fa avevo detto a mia mamma di mettersi l’anima in pace, non avevo nessuna intenzione di legarmi a una donna, sono poco adatto, mi piace uscirci e divertirmi ma in casa non le sopporto, siamo ai poli opposti. Una sera stavo facendo un giro con lo skate sul lungomare di Vasto, comprato a metà prezzo da mia sorella in Brasile: c’era solo un bar aperto, mi sono fermato sudato a bere una birra. C’era una ragazza russa insieme alla madre siberiana che durante una vacanza si era innamorata di Vasto e aveva preso una casa. Abbiamo iniziato a parlare: Diana era abituata ai 12 milioni di abitanti di Mosca… Alla fine col mio inglese maccheronico l’ho convinta e ci siamo rivisti il giorno dopo. Lei mi ha detto che sarebbe partita il giorno dopo; le ho promesso che l’avrei aspettata per tutta l’estate, ora è mia moglie e compagna di viaggio. Lei è la mia Orsa maggiore, la stella che guardo per tornare a casa”.

4 FRASI. Ecco quattro dichiarazioni rilasciate da Luca Dirisio alla stampa, da De André a Sanremo:

- “Io scrivo voce e chitarra, poi faccio sentire l’idea a Giuliano: ci capiamo a sguardi e lui mi viene dietro con il pianoforte

- “I fan veri ti seguono anche dopo mille anni e anche se sei morto: sono un fan di Fabrizio De André, ho tutti i suoi cd, ora voglio i vinili anche se contengono le stesse canzoni. Sono andato a visitare i suoi luoghi, a Tempio Pausania in Sardegna, ho parlato con i suoi parenti, sono entrato nella camera da letto dove scriveva

- “Gli haters non spariscono mai: stanno sempre lì, ti seguono tutti i giorni. Questo disco è dedicato anche loro

- “Sanremo 2020? Sarebbe un onore per me poterci andare


Autore:
Francesco Carrubba
21-10-2019 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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