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In video con Ligabue: “Io, un tossico di concerti, che fa smart working” “Se avessi potuto essere qualcun altro per 24 ore? Mi sarebbe piaciuto…” 05-05-2021

Ligabue e la sua vita da rockstar in “smart working sono finite al centro dell’intervista #atupertu realizzata dalla Redazione di Radio Italia nell’ambito del “Ligabue Day”, il progetto editoriale di Radio Italia e Corriere della Sera dedicato alla musica italiana. Ma se Luciano avesse potuto essere qualcun altro per 24 ore, chi avrebbe scelto? Nel video c’è la risposta, oltre alle parole sul suo “smart rocksting (lo smart working di una rockstar)”, allo scudetto della sua Inter e al suo passato nella Correggese.


Chi sceglierei di essere per eventuali 24 ore… Mi sarebbe piaciuto essere Ronaldo, quello dell’Inter, per capire come ci si sente ad avere quello scatto, quella potenza, quella tecnica e anche quel sorriso”, ha raccontato Ligabue. “La cosa che mi è sempre piaciuta di lui era che festeggiava i suoi goal sempre col sorriso, con molta misura e senza il bisogno di fare delle capriole o inventarsi chissà che cosa”.

La pandemia ha frenato i festeggiamenti per i suoi 30 anni di carriera, ma il concerto di Campovolo è solo rinviato. Intanto, oltre a lanciare il nuovo singoloEssere Umano”, Luciano ci ha spiegato come passa le sue giornate e del suo smart working. “Non sono uno che si muove molto sui social, ma tecnologicamente me la cavo. Specialmente per quel che riguarda la fase di creazione musicale e di confronto con un produttore o un gruppo di lavoro, c’è questo scambio di file e il commento pressoché in diretta grazie ai vari Zoom, piuttosto che altro. Questo accelera molto la possibilità di confronto anche se per me, che sono uno di una certa età, non c’è niente come il confronto vero nello studio”.

Luciano ha aggiunto: “Temo di non avere avuto grandi passioni in questa fase, ma di aver avuto bisogno di mordere il freno perché, siccome per me fare concerti è una forma di dipendenza (sono tossico di concerti), sto vivendo questa forma di astinenza con frustrazione. Sto cercando di appassionarmi a delle serie tv, piuttosto che dei libri che riescono a coinvolgerti, però non è un periodo che ricorderò volentieri”.

La chiusura dell’intervista è a tutto calcio tra lo scudetto dell’Inter e il ritorno alla Correggese, imitando Enrico Ruggeri che a 60 anni ha firmato in Serie D. “Ho sentito anch’io che hanno ingaggiato Ruggeri nella stessa squadra di Maicon. Se la Correggese dovesse in qualche modo provare a ingaggiarmi, adesso come adesso, risponderei assolutamente di no. Con grande dispiacere, ho mollato il calcio ormai 20 anni fa. Non oso neanche immaginare il livello in cui sarei in questo momento e poi, insomma, ho 60 anni. Anche Enrico ce li ha, gli auguro buona fortuna comunque”.

Urlando contro il cielo, fortunatamente per me, è la canzone che l’impianto di San Siro diffonde ogni volta che l’Inter fa goal. Quest’anno, quindi, l’hanno diffusa tante volte. Ovviamente, per me da tifoso, vuol dire sempre qualcosa di speciale, perché questa canzone ha un che di liberatorio che si sposa bene con un goal fatto”, ha concluso Ligabue.

Autore:
Andrea Daz
05-05-2021 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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