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Gigi D'Alessio, il brano per Anna Tatangelo: “Lei si lamenta perché...” “Fiorella, dopo il duetto ne L'ammore, da Mannoia è diventata Esposito!” 04-11-2019

Gigi D'Alessio dedica una delle canzoni di Noi due a Anna Tatangelo e svela a Radio Italia per cosa “lei si lamenta un pochino”. Oltre a L'ammore con Fiorella Mannoia, che “ora è diventata Esposito”, nel disco ci sono i duetti con Giusy Ferreri, Guè Pequeno, Emis Killa e Luchè: “La mia generazione è come un'App: ogni tanto deve fare l'aggiornamento!”.

Gigi D'Alessio rivela poi un aneddoto sul Festival di Sanremo con Non dirgli mai e racconta la “bella stagione” di Napoli, dopo i “pregiudizi” e il “razzismo culturale” subiti in questi anni: ecco l'intervista a Mauro Marino e Manola Moslehi.

Parlaci del nuovo album “Noi due”... “La mia ombra sulla copertina rappresenta le mie origini: la napoletanità e la lingua napoletana, abbastanza presente in questo disco. Ci sono voluti più di 20 anni: quando ho fatto Sanremo con 'Non dirgli mai', c'era solo una piccolissima frase in napoletano; l'ho scritta in italiano per assecondare i discografici ma poi in diretta al Festival l'ho cantata in napoletano. In questi anni ho subito tanti pregiudizi: c'è stata una sorta di razzismo culturale. Invece ora Napoli vive una bella stagione anche grazie a quello che è stato fatto prima di me e per i rapper di oggi. Ora la lingua napoletana è ben accetta”

Come mai, secondo te, c'è questo fermento? “Chi nasce a Napoli vede la vita a 360 gradi: ci sono tanti argomenti. Nei brani dei ragazzi che fanno rap oggi si sente la sofferenza ma anche lo sdoganamento del napoletano. In Italia siamo esterofili, ma i testi in inglese spesso non si capiscono del tutto e magari non dicono niente: invece la lingua napoletana si capisce e ha un suono meraviglioso. Noi italiani siamo fortunati, perché abbiamo una lingua melodica: guarda 'Caruso' di Lucio Dalla, diventato il brano italiano più famoso nel mondo, con l'inciso in napoletano...”

L'ammore” con Fiorella Mannoia è nata in macchina... “Ho usato 4 ore e mezza di viaggio in auto da Roma a Milano: io guidavo e dettavo il testo al mio collaboratore Giampiero, mentre tenevo la musica in testa; appena arrivato, l'ho suonata al primo pianoforte che ho trovato. Poi l'ho letta a Fiorella: si è commossa. Ha accettato di duettare e mi ha chiesto di aiutarla con il dialetto, ma io sapevo che non ne avrebbe avuto bisogno: ora la chiamano Fiorella Esposito!”

Come sono nati i duetti? “Non si parla più di album ma solo di canzoni che durano un mese. Non voglio entrare in questo vortice: ho scritto brani che devono durare nel tempo, dopo 20 anni tutti cantano ancora Non dirgli mai... Non penso al singolo ma al disco: per non farlo diventare noioso, ho cercato le collaborazioni, facendo entrare gli ospiti nel mio mondo. La musica è un incontro: in più io e gli artisti della mia generazione siamo come le App, ogni tanto dobbiamo fare l'aggiornamento...”

Un brano dell'album “Noi due” è dedicata ad Anna Tatangelo... “Se scrivo una canzone in cui sto male, tutti pensano che è lei che mi fa stare male; se ne faccio una positiva, tutti pensano che a casa va tutto bene. 'Una bellissima storia d'amore' è per lei: l'ho detto subito, così è chiaro, era doveroso. Sono più a bravo a dirlo con la musica: lei si lamenta di questo, secondo lei le dico cose romantiche solo nelle canzoni... Queste sono dediche che rimangono!”

Spiegati il duetto con te stesso in “Domani vedrai”! “C'è il Gigi italiano e quello napoletano: visto che sono bilingue, ho fatto il featuring da solo! 'Domani vedrai' è un inno all'amore: a volte lasciarsi sembra una tragedia ma ormai morto un Papa se ne fa un altro...”

Nel disco c'è Non dirgli mai con la London Symphony Orchestra per i suoi 20 anni. “Quel brano mi ha aperto le porte del mondo grazie al Festival di Sanremo. Meritava una rivisitazione per farla entrare ufficialmente nel mondo dei classici, perché dura da 20 anni. Ha un testo lunghissimo: Vasco Rossi ci fa 3 album! Non si ripete mai nulla, eppure non sbaglio una parola quando la canto: se una canzone è bella, dura negli anni, è una grande soddisfazione”

Riesci a prevedere se un brano farà successo? “Anche le canzoni hanno un destino: ad esempio, quando devo scegliere un singolo con i discografici, abbiamo tutti pareri diversi. 'Dove sei' è venuta fuori da sola, non è mai stata singolo. La verità non si saprà mai: nel nostro mestiere la regola è che non ci sono regole. Oggi il giudizio è immediato: con i social nel primo quarto d'ora già capisci come sta andando: questo album ha ricevuto solo consensi e commenti molto positivi, grazie al pubblico che ha recepito quello che ho fatto e dopo tanti anni non è scontato. Con questo disco sono diventato maggiorenne: 18 anni di carriera! Ogni canzone è un'opera d'arte: la vita è bella perché è una, non puoi fare le prove prima per evitare gli errori, ci sono alti, bassi e medi. La vita è questo”


Autore:
Francesco Carrubba
04-11-2019 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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