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Ermal Meta, Emma, Mahmood & C. cantano Guccini: ecco Note di viaggio 2 Francesco e Mauro Pagani raccontano il nuovo album su Zoom da Pavana 07-10-2020

Francesco Guccini, insieme a Mauro Pagani, racconta su Zoom da Pavana Note di viaggio - Capitolo 2: Non vi succederà niente, il nuovo album in uscita il 9 ottobre, in cui le sue canzoni sono rilette da Ermal Meta, Emma Marrone, Mahmood, Zucchero, Gianna Nannini, Fiorella Mannoia... Intanto si lavora con l'Arena di Verona a un grande evento live nella prima parte del 2021 per continuare a celebrare i brani del Maestro anche dal vivo.

Questo affetto stimola il mio ego che non è mai stato molto in superficie, anzi. Penso che il disco, come realizzazione, sia anche migliore del primo perché, al di là della bravura degli artisti, questo mi sembra più denso. Ringrazio Mauro e tutti i cantanti che hanno interpretato le mie canzoni, dichiara Guccini in conferenza stampa online, “Ieri ascoltavo il disco ri-canticchiando i pezzi, che non sono nati per caso, sono legati a momenti della mia vita passata. Mi sono commosso e come tutti gli anziani, ho compiuto 80 anni a giugno. Non ho più la forza di cantare, passata la mattina mi va via la voce”.


NOTE DI VIAGGIO. Il secondo volume con le indimenticabili canzoni di Francesco Guccini, prodotte e arrangiate da Mauro Pagani e interpretate 24 grandi voci della musica italiana in totale, esce venerdì 9 ottobre 2020 ma è già disponibile in pre-order: 12 tracce con le voci in ordine alfabetico di Vinicio Capossela, Emma, Fabio Ilaqua, Levante, Petra Magoni, Mahmood, Fiorella Mannoia, Ermal Meta, Gianna Nannini, Jack Savoretti, Roberto Vecchioni e Zucchero. “Tutto il progetto è stato una gran fortuna per me, perché mi hanno messo a disposizioni bravi artisti e canzoni belle: bisogna solo stare attenti a non rovinare, non calcare la mano. Francesco fa parte della crescita di tutti noi che facciamo questo mestiere”, spiega Mauro Pagani, “Questa volta non c'è stata una lotta particolare per fare i pezzi, però tanti cantanti erano legati ad alcuni brani, magari addirittura dall'infanzia. Zucchero ad esempio voleva fare a tutti i costi Dio è morto. Quando è così puoi solo divertirti”.

Pagani aggiunge: “Era difficile fare alcuni pezzi perché si portano dietro la personalità di chi canta, come La Locomotiva, che è parte di un modo di scrivere del passato: è lunga e ripetitiva. Però non è vero che la canzone d'autore ha smesso di nascere, ha smesso di essere distribuita, appare un po' meno interessante, è un periodo storico così, in cui si guardano troppo le classifiche”.

Non si possono fare classifiche, gli interpreti sono stati tutti molto bravi, li conoscevo già quasi tutti abbastanza bene”, dice Guccini, “La copertina con la riproduzione del quadro 'Il quarto Stato' di Pellizza da Volpedo, con il proletariato in marcia, mi sembra azzeccata e mi fa ridere. Ci siamo trovati poi il sottotitolo 'Non vi succederà niente' ma noi non ne sappiamo nulla...”.

Francesco svela: “Non ricordavo completamente la canzone Autunno, qui fatta da Roberto Vecchioni e Emma Marrone: ricordo quando l'ho fatta sentire la prima volta a un mio cugino di Carpi, scomparso prematuramente, è legata a lui come La Locomotiva. Quando iniziavo una canzone di solito la finivo nel giro di un pomeriggio: ho scritto Autunno con le prime impressioni di quella stagione, sentendo i rumori dei cacciatori e pensando alle loro vittime. Poi l'ho lasciata lì e l'ho ripresa dopo qualche anno”.

Sono molto felice di aver avuto Fiorella Mannoia, Gianna Nannini, Zucchero, Petra Magoni e tutti gli altri”, continua, “Forse mi sarebbe piaciuto, per spirito di ricordo e di inizio lavoro parallelo, avere Augusto Daolio dei Nomadi in Noi non ci saremo, purtroppo non c'è più. Non ho messo bocca né giudizio nella scelta dei cantanti e degli arrangiamenti, ha fatto tutto Mauro”. “Un terzo volume? Vediamo quello che succede. Abbiamo iniziato perché c'erano molti brani che stavano cadendo nel dimenticatoio a causa di un periodo storico un po' strano, il nostro lavoro è stato ricordare a tutti e ai giovani in particolare che Guccini è uno dei nostri grandi autori di canzoni” spiega Pagani.

PRESENTE E FUTURO. Francesco Guccini racconta la sua vita oggi, a 80 anni d'età: “Non scrivo più canzoni dal 2011, ho scritto solo il testo di Migranti perché sollecitato: me l'aveva chiesta Caterina Caselli, siamo amici da secoli; l'ha musicata il mio chitarrista Flaco Biondini, l'ha cantata Enzo Iacchetti che l'ha presentata a Sanremo ma è stata scartata, non si sa nemmeno se sia stata ascoltata. Ora scrivo libri ma non canzoni, quelle restano in un angolo con le mie 2 chitarre. Non ascolto più musica, prima lo facevo di più, non so dire quale sia il panorama attuale: sono nato nella prima metà del secolo scorso, quasi nell'età della pietra quindi, scrivo al computer ma so a malapena accenderlo. Anche ai miei tempi c'era il limite dei 3 minuti per le canzoni, era la durata dei 45 giri: L'Avvelenata, che nel primo volume del disco volevano fare tutti, durava più di 3 minuti e nei juke box a un certo punto si staccava prima della fine. La canzone non deve avere limiti, deve raccontare quello che vuole: La Locomotiva aveva 13 strofe, nate in 20 minuti...”.

Il grande cantautore, dalla sua Pavana dove è sorto un murale con il quadro della copertina, parla anche di attualità: “Il futuro è nel grembo di Giove, come dicevano gli antichi, io sono sempre stato pessimista quindi non penso mai a un futuro roseo. Nel presente c'è la paura del Covid con le mascherine: abitando in questo paesino da montagna, ho spazio attorno a casa, faccio la vita di sempre, ascolto audio-libri perché non riesco più leggere, non ci vedo più, guardo la tv e ogni tanto esco con gli amici. Mi va benissimo così, spero di poter continuare la mia vita in questo modo”.

Come passa le giornate Guccini oggi? “In tv mi piacciono soprattutto i programmi di storia, però guardo anche i telegiornali e cose frivole come i quiz. Sono contento soprattutto quando guardo i tg che la pensano come me... (ride, ndr). Ho abitato a Bologna dal '60 al 2000, 40 anni di amici, partite a carte infinite, senza mai giocare una lira fino al mattino, chitarre, bottiglie di vino, ragazze... I brani sono nati quasi tutti lì: era una città vivacissima, non chiudeva mai, i miei colleghi di Milano erano stupiti. A mezzanotte c'era un traffico che faceva paura. Ricordo con grande piacere quegli anni: Bologna mi è rimasta nel cuore. Le città influenzano la scrittura”.

Autore:
Francesco Carrubba
07-10-2020 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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