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Cesare Cremonini: “Fiero di essere il primo bolognese a San Siro!” “Il mio babbo mi chiede un piccolo Cremonini, io voglio gli stadi” 16-04-2018

Cesare Cremonini racconta i concerti del tour 2018: “Fiero di essere il primo bolognese in concerto a San Siro. Papà chiede un nipote, io voglio gli stadi”, dice il cantante. In scaletta le canzoni di Possibili scenari, tra cui Poetica e Nessuno vuole essere Robin, ma anche hit come 50 Special: “Ecco com’è nata…”.

Il Verti Music Place gremito, per l’intervista con Mauro Marino e Manola Moslehi, riserva un’accoglienza e un’atmosfera da stadio per il Cremonini Day: la tournée al via il 15 giugno dal Teghil di Lignano Sabbiadoro (Udine) con Radio Italia come Radio Ufficiale, gli ultimi quattro chili da perdere, l’emozione di riportare la musica al Dall’Ara di Bologna dopo Lucio Dalla e Francesco De Gregori e di suonare all’Olimpico di Roma, il palco alla Rolling Stones…

Mancano due mesi al debutto a Lignano… “Faccio in tempo a mettere tutto a posto, a chiudere casa e a perdere gli ultimi 4 chili che mi mancano: questa è la vera sfida… E sono sobrio da tempo! (ride, ndr). Questa attesa non è snervante: è un accumulo di gioia; debuttare negli stadi impone una certa fatica mentale perché è un evento gigantesco, quindi accumulo tutta la gioia possibile dalle persone vicine, dai fan e da me stesso, per placare lo stress. Gli stadi devono essere una grande gioia!”

Il Dall’Ara è sold out, per San Siro sono stati venduti oltre 50mila biglietti e per il tour più di 140mila! “Dico già grazie. Quando un tour parte così bene vuol dire che c’è una grande fiducia nell’artista. La parte più difficile del mio mestiere è far capire che non lottiamo solo per avere successo, c’è qualcosa di più che secondo me viene prima; è la possibilità di parlare a qualcuno con la musica e lo stadio rappresenta questo, l’opportunità di parlare a un pubblico immenso: è il massimo che un artista può ottenere”

Il 21 aprile per il Record Store Day, escono i due vinili 45 giri in edizione limitata delle canzoni Poetica e Nessuno vuole essere Robin. “È un bellissimo progetto ed è un modo per dare valore ai dischi e alla musica. È una serie limitata, quindi fra 130 anni varranno milioni e milioni di euro!”

Come ti senti da bolognese a San Siro? “Il fatto che Bologna e l’Emilia abbiano dato luce a grandissimi artisti è il motivo per cui c’è una grande attenzione: mi sento speciale se penso a quanti cantanti sono nati sotto le due torri e hanno dato grande musica al Paese, quindi sono orgoglioso di suonare nel tempio della musica e dello spettacolo. In Italia i live vanno molto bene, grazie al pubblico: io ho impiegato 20 anni per arrivare nei palasport, dove oggi si fanno show molto belli. Sono un bolognese che riporta la musica al Dall’Ara: l’ultimo fu Dalla con De Gregori nel tour Banana Republic, da allora non c’è più stato un bolognese con la esse come la mia… È anche un modo per dare a Bologna in cambio tutto quello che questa città mi ha dato, che è stato tantissimo”

Riascoltiamo e rivediamo la tua performance a RADIO ITALIA LIVE - IL CONCERTO nel 2013. “È un gran pezzo, sono passati 20 anni e ogni volta dà una sensazione di freschezza e gioia, non vedo l’ora di cantarla negli stadi. Avevo 17 anni, stavo suonando la chitarra, mia mamma si arrabbiò perché avevo smesso di studiare Platone: sotto il libro, tenevo il manuale per la patente... Mia madre se ne accorse e mi spaccò la chitarra sulla schiena, così andai al pianoforte e scrissi 50 Special. Quindi grazie mamma Carla! Sembra che questa canzone abbia attraversato così tanto tempo proprio per arrivare negli stadi: è un evergreen e scriverne uno nella vita è una cosa speciale”

Abbiamo visto che hai passato un po’ di tempo sulla neve... “Amo unire la vacanza alla fatica, mi preparo in montagna anche perché sono sempre stato uno che ha fumato e si è divertito, lì spengo i telefoni e vedo solo montagne: mi ha fatto molto bene, sono contento. Sono uscito dai due anni in studio per l’album molto affaticato, fisicamente ho faticato a riprendere la vita normale di tutti i giorni, avevo tantissima voglia di vedere il cielo ed è stata la prima cosa che ho cercato per preparare il tour”

Che spettacolo hai preparato per il tour?

“Capirò davvero il risultato quando salirò sul palco. Il palcoscenico, che ho ideato insieme al mio dream team, è pensato perché possa abbracciare un sacco di gente. Ho fatto una scelta inversa: solitamente si va a cercare il lato lungo dello stadio, ma io ho visto che i Rolling Stones negli anni 70 avevano un palco che si allargava molto verso i distinti, che di solito sono i più sfigati, i Robin della situazione. Così il tour somiglierà a un abbraccio”

Abbiamo ascoltato “Al tuo matrimonio”

“Ho un’età per cui dovrei essere sposato ma non lo sono. A volte il mio babbo mi chiede ‘un piccolo Cremonini’ ma a chi mi ha chiesto un figlio ho risposto ‘voglio San Siro’: non è stata una grande uscita…”

Tra gli stadi ci sarà anche Roma

“È un’emozione grandissima perché l’Olimpico ha un fascino storico calcistico enorme. I miei migliori amici sono romanisti, quindi simpatizzo anche un po’ per la Roma. Andai a vedere una bella partita e mi ritrovai a girare a Trastevere, fu una serata straordinaria. Non vedo l’ora di tornare all’Olimpico, un posto così grande… Mi torna in mente quando suonavo in un Irish Bar a Bologna: quando Pino del piano bar andava a fumare una sigaretta, mi mettevo a suonare qualche mia canzone per gli amici. Che spettacolo le donne di Roma, quanti ricordi bellissimi: speriamo che venga anche Pino! Sarà un concerto speciale, perché i romani sono davvero calorosi. Con i Lunapop feci un concerto a Roma che chiuse quell’esperienza, quindi con la Capitale ho un rapporto molto particolare. Noi bolognesi siamo consci di essere la provincia dell’impero, vicini a tutti ma centrali su niente; io mi chiamo Cesare: fate voi!”

 


Autore:
Francesco Carrubba
16-04-2018 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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