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Caparezza: nel nuovo album “Exuvia” fa pace con Mikimix (se stesso 20enne) Nel disco 2 duetti, Fellini e un viaggio virtuale in una foresta musicale 06-05-2021

Volevo fare un disco allegro” premette Caparezza: il nuovo album “Exuvia”, lanciato da “La scelta”, è un viaggio virtuale in una foresta musicale “senza via di scampo”, che presto sarà anche online. Qui il rapper fa pace con Mikimix, se stesso a 20 anni, mentre continua a combattere con l'acufene e attende il tour di concerti nei palasport a febbraio 2022. In conferenza stampa su Zoom racconta i 2 duetti del disco e cosa c'entra Federico Fellini.

“I miei sono tutti concept album ma Exuvia è il più cinematografico di tutti”, dichiara Michele Salvemini in arte Caparezza, “Questo ottavo disco è stato più difficile del secondo: è davvero più difficile trovare gli stimoli e risultare ancora interessante o credibile, volendo mettermi alla prova. Dall'ultimo disco 'Prisoner 709' in avanti ho intrapreso un percorso più intimo: mi sto prendendo più cura di me, pur uscendo dalla mia comfort zone”.

Alla domanda di Radio Italia sul singolo “La scelta”, che parla della difficoltà di trovare un equilibrio fra carriera e famiglia, svela l'idea della trilogia: “Non ho ancora trovato il compromesso, il problema è accettarlo, vivo alla giornata, tante persone che mi seguono credono che questo sia il mio ultimo album, ma questo in realtà sarebbe il secondo di una trilogia, iniziata con la prigionia di 'Prisoner' e continuata con la fuga di 'Exuvia': il prossimo disco quindi sarebbe sulla libertà ma, visto che ve lo sto dicendo e che mi contraddico facilmente, farò di tutto per creare qualcos'altro... (ride, ndr)”.

EXUVIA. Il nuovo album esce in digitale e in formato CD e LP domani, venerdì 7 maggio 2021, con 14 canzoni (e 5 skit) scritte, composte e prodotte da Caparezza e mixate da Chris Lord-Alge: “L’exuvia è la muta dell’insetto, ovvero ciò che rimane del suo corpo dopo aver sviluppato un cambiamento. Quando osservo i miei video, quando ascolto le mie canzoni e quando rileggo i miei testi penso sempre che non mi appartengano più, come un’exuvia” spiega Michele.

“E allora questo disco vuole essere una fuga dalla mia exuvia, una sorta di iniziazione alla vita in una forma diversa. Il mio rito di passaggio è stato immaginare un viaggio espiatorio nella foresta”, continua Caparezza, “Il mio disco precedente, Prisoners 709, era ambientato in una prigione (mentale) e si concludeva con la mia evasione. Il nuovo album parte da quel momento: la prigione è alle mie spalle e la foresta è davanti a me, pronta ad accogliermi. Da sempre la foresta è un luogo di ispirazione letteraria basti pensare al bosco di Charles Perrault o alla selva oscura di Dante Alighieri”.

La foresta virtuale, che presto sarà online per tutti, è molto bella e permette di approfondire tutti gli aspetti del progetto: “Non potendo incontrare la gente di persona, questo è un modo per entrare nel mio processo creativo e azzerare la distanza con i fan, per questo la foresta virtuale diventerà pubblica. Costruire quell'ambiente in poco più di un mese è davvero difficile, lo ha fatto un gruppo di ragazzi. È un valore aggiunto”. “Il Covid, come evento pandemico che ha scombussolato la vita di miliardi di persone, non è entrato nell'album, perché ho iniziato a scriverlo nel 2018, subito dopo l'ultima tappa del tour di Prisoner”, rivela l'artista, “Il virus ha soltanto aggiunto spazi al mio limbo: solo un paio di canzoni forse sono nate proprio durante la pandemia. In 'Come Pripyat' racconto il cambiamento intorno a me, ad esempio, il fatto che ci sembra sempre di stare scomodi”.

MIKIMIX. Con questo nome, prima di diventare Caparezza con lunghi ricci e pizzetto, Michele è andato al Festival di Sanremo 1997 cantando “E la notte se ne va”. Ora ne parla nel brano “Campione dei Novanta”: “Il percorso non può prescindere dalla mia esperienza come Mikimix, forse l’exuvia più plateale della mia vita artistica. Ogni tanto ho accennato a questo periodo pop-rap ma non l’ho mai affrontato di petto in una traccia. Per molto tempo mi sono vergognato di Mikimix. Ora ho fatto pace col passato, questo ragazzo di vent’anni con i capelli rasati mi fa solo una gran tenerezza e, sinceramente, sono contento che faccia parte del mio tragitto. Anzi, come dico nel pezzo, in confronto alle cose che ascolto oggi Mikimix era Bob Dylan”.

Caparezza aggiunge: “Non ho rinnegato Mikimix, me ne sono un po' vergognato quando ho iniziato questo percorso senza compromessi. Il mondo del rap stava nascendo ed ero messo alla gogna, alla berlina: all'autostima non ha fatto bene. Ci sono voluti anni per recuperare la fiducia in me: a un certo punto ti svegli e hai più di 40 anni, questa cosa cambia tutto, lasci l'exuvia e vai in un'altra direzione. Nel mio nuovo mondo io non ho niente contro quel ragazzo di 19-20 anni che faceva brani rap che oggi si incastonerebbero bene nel panorama musicale. Ho deciso di far pace con questo passato, penso al presente, casomai al futuro. È una controindicazione del crescere e diventare adulti. Si può fare anche l'errore di scrivere per compiacere i colleghi, è uno sbaglio, non mi interessa più, quello spettro se ne è andato”.

DUETTI. Nel nuovo album ci sono due collaborazioni particolari e ricercate.
- Canthology
. “Il ritornello cantato da Matthew Marcantonio (leader dei Demob Happy, uno delle mie rock band preferite) è tratto da un vecchio brano dei Droogs”
- El Sendero. “Ho la sensazione che la vita di mio nonno, soldato nella seconda guerra mondiale, e di mio padre, che così ha perso suo papà da adolescente insieme al sogno di fare il cantante, siano più degne della mia. Mi sembra di aver ottenuto tutto ciò che cercavo ma di non aver vissuto veramente. Cosa posso fare per dare valore alla mia vita? Ancora una volta è una voce di donna a venire in mio aiuto. In questo caso si tratta di Mishel Domenssain, artista messicana, autrice di un brano intitolato “La selva”, la cui strofa è diventata il ritornello di questo pezzo”

FELLINI. “Mi sono innamorato di Federico Fellini entrando nell'età giusta, quella adulta”, afferma Caparezza, “Ho iniziato la stesura dei brani di questo album dopo aver letto 'Il viaggio di G. Mastorna', sceneggiatura di un film che Fellini non ha mai realizzato. Da qualche anno mi sento come Guido Anselmi, il protagonista di '8 e 1/2', regista quarantenne, svogliato, cullato dai suoi tormenti interiori, alle prese con un’opera che non riesce o che non vuole concludere, costantemente seduto vicino alla porta d’uscita ma mai pronto a varcarne la soglia”

E rivela: “Quando Fellini ha iniziato a girare '8 e ½', ha attaccato sulla cinepresa un foglio con scritto: 'Ricordati che è un film comico', perché voleva renderlo allegro. Mi sono prefissato fin da subito di fare un disco allegro perché volevo andare controcorrente rispetto a 'Prisoner': mi sono sforzato di rendere tutto più cantato, con più armonie”.

LETTERATURA. “Tenderei a insegnare i padri della letteratura italiana in maniera classica, senza riferimenti musicali, lascerei tutto il resto agli approfondimenti extra-scolastici”, racconta Caparezza, “Da questo punto di vista sono conservatore, la scuola deve dare le basi: io le ho recuperate dopo, purtroppo. Mi sono appassionato a figure come Dino Campana e Kafka solo successivamente, perché da piccolo pensavo fossero noiose. Flaubert ha scritto 'Memorie di un pazzo' a 16 anni, in un'epoca senza social: le persone avevano una proprietà di linguaggio incredibile. Privilegiamo i padri della letteratura, poi penseremo ai cantanti. La canzone potrebbe avere un ruolo sociale nel mondo ma non lo ha quasi mai: forse l'unica volta è stato durante il periodo di John Lennon in America contro il Vietnam”.

Michele vuole sfuggire all'etichetta di intellettuale: “Quando ero piccolo mi piaceva molto il fantasy. Mi piacciono le persone fuori dal comune, non a caso abito su una provinciale, un po' staccato da Molfetta. Non collocatemi nella schiera degli artisti colti, non voglio spaventare le persone, chiamatemi curioso, non faccio citazionismo spicciolo, inserisco quello che mi serve quando serve. Ad esempio Dino Campana ha avuto problemi psicologici: cambiava continuamente città ed è stato chiamato il poeta che fugge, quindi l'ho inserito in 'Fugada' per parlare di disordine mentale”.

 


ACUFENE E INTROVERSIONE. Ecco 7 dichiarazioni per conoscere ancora meglio Caparezza.
1. Non ho trovato l'equilibrio con il mio acufene, sto ancora combattendo ma non ne parlo più nelle mie canzoni, come accadeva in Prisoner. Ho voglia di essere ascoltato per quello che faccio, non compatito
2. La musica è un'opera: quando è pronta, esce. Non ho grandi strategie di marketing, sono una pippa con queste robe, non mi interessano neanche, sto dietro a fatica questo nuovo modo di fruire le canzoni
3. Durante la scrittura di un disco sono intrattabile e nervoso: non mi drogo di niente ma è come se fossi fatto, magari quando non mi viene un'idea o sono davanti al foglio bianco. Quando ho il disco tra le mani e devo pubblicarlo, a quel punto sono abbastanza agitato perché so che devo parlarne e devo tirare fuori le cose che fino a quel momento dicevo tra me e me. Sono introverso: la pressione dell'uscita di un album mi dà palpitazioni, cerco di distrarmi. Non me ne frega niente se è bello o brutto, il disco deve avere un senso e Exuvia ce l'ha: arrivo con questo patema d'animo, so che devo torturarmi per spiegarlo. Quando il disco è finalmente uscito, lì c'è la catarsi: di solito lo ascolto una o due volte, poi lo archivio, lo considero cosa passata, anche perché per realizzarlo l'ho già ascoltato centinaia di volte”
4. Il mio scopo non è mai stato avvicinarmi a un pubblico: chi mi segue sa che non deve aspettarsi da me nulla che io non abbia voglia di fare. Il pubblico apprezza o critica i dischi, il mio mestiere è quello di scriverli
5. Tendo a morire spesso: ho la fissazione della morte come rinascita, non in senso religioso ma in campo artistico
6. Quando da ragazzo ascoltavo i 99 Posse, c'era tanta musica su temi politici e c'era un movimento anche sui palchi, che diventavano megafoni sociali. Spero che torni questa wave nei giovani: questo è un periodo di assoluto edonismo, in cui si pensa ai vestiti e alle macchine. Spero che ci sia di nuovo un ragazzo pronto a cantare questi argomenti, sono anche disposto a farci un featuring
7. Chi è il calciatore del verso “Puntavo ad essere un campione dei ’90 ma persi come quel campione dell’Olanda” nel brano “Campione dei Novanta”? Van Persie, stavolta mi sono divertito a cercare assonanze particolari...

Autore:
Francesco Carrubba
06-05-2021 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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